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CloudExpo® Blog Authors: Pat Romanski, Elizabeth White, Lori MacVittie, Carmen Gonzalez, Roger Strukhoff

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Un recente sondaggio rivela che un cacciatore di affari online su cinque viene ingannato da siti che vendono merci contraffatte

A un passo dall'inizio della stagione dello shopping natalizio, MarkMonitor®, leader mondiale nella tutela dei marchi aziendali nonché parte di Thomson Reuters, ha pubblicato in data odierna il suo ultimo studio sul commercio elettronico e le merci contraffatte. Focalizzato sul segmento dell'abbigliamento e dei beni di lusso, il rapporto sullo shopping di MarkMonitor rivela che un cacciatore di affari su cinque negli Stati Uniti e in Europa ha acquistato inconsapevolmente da siti di commercio elettronico merci contraffatte mentre era alla ricerca di buone occasioni. I cacciatori di affari hanno superato i consumatori in cerca di falsi con un rapporto di 20 a 1.

Servendosi della propria tecnologia brevettata per esaminare i modelli di shopping online, MarkMonitor ha collaborato con Nielsen, principale divulgatore su scala globale di informazioni e pareri esperti su ciò che i consumatori guardano e acquistano, allo scopo di analizzare, previa autorizzazione, i dati resi anonimi raccolti dai partecipanti ai sondaggi online di Nielsen in sei Paesi in un periodo di nove mesi. Nell'arco di tempo in cui si è svolto lo studio sono state esaminate quasi cinque milioni di sessioni di acquisti, ponendo l'enfasi sulle parole chiave usate per la ricerca dagli acquirenti, tra cui 'falso', 'riproduzione', 'economico' o 'sconto', allo scopo di determinarne la motivazione. Quasi un cacciatore di affari su cinque negli Stati Uniti e in Europa (cioè chi ha utilizzato per la ricerca termini come economico, sconto o outlet) è approdato a siti che vendono merci contraffatte anziché articoli legali. I tassi di conversione delle visite per i suddetti siti, ovvero l'inserimento effettivo di articoli nel carrello della spesa, sono risultati più elevati rispetto ai tassi di conversione delle visite per i siti che vendono invece merce legale.

"I consumatori sono attesi al varco dai siti truffaldini del commercio elettronico, causando mancati introiti ai marchi originali. I dati del nostro rapporto sullo shopping sottolineano l'importanza dello sviluppo di strategie proattive di tutela del marchio nell'era del digitale", ha dichiarato Fredrick Felman, direttore del reparto marketing di MarkMonitor.

Il rapporto sullo shopping di MarkMonitor ha inoltre esaminato diversi fattori demografici, tra cui età, reddito, grado di istruzione e dimensione del nucleo familiare, scoprendo che minime erano le differenze demografiche tra i consumatori online alla ricerca di merci contraffatte e i cosiddetti cacciatori di affari semplicemente alla ricerca di merce legale. Tra i consumatori degli Stati Uniti, per esempio, circa un quarto degli acquirenti online di articoli a marchio originale (26%) e di coloro che acquistano merci contraffatte (26%) vanta una laurea quadriennale o un titolo di studio più elevato. Il 37% di chi acquista merce legale negli Stati Uniti dichiara un reddito annuo inferiore a 50.000 dollari; analogamente, tra gli acquirenti di merce contraffatta, il 38% dice di guadagnare meno di 50.000 dollari all'anno. Nei Paesi dell'Unione Europea, la percentuale dei consumatori che guadagna più di 54.000 dollari all'anno è identica tra gli acquirenti di merce sia legale che contraffatta (17%).

"I risultati ottenuti sfidano realmente il luogo comune secondo cui esistono differenze significative tra chi acquista merce contraffatta e chi compera articoli originali", ha dichiarato Eric Solomon, vicepresidente senior per la misurazione dell'audience digitale globale di Nielsen. "Con il Cyber lunedì proprio dietro l'angolo, i consumatori di tutti i segmenti devono essere quanto mai vigili nel fare acquisti online."

Molti articoli contraffatti presentano prezzi che li fanno sembrare merci legali, spesso scontate del 25-50% sui regolari prezzi di listino, e quindi del tutto paragonabili alle 'offerte speciali' o ai prezzi di saldo di fine stagione. Questi prezzi plausibili sono tali da far pensare ai cacciatori di affari di essere incappati in ottime occasioni di merce legale, specialmente se accompagnati dalla tendenza sempre più diffusa di questi siti truffaldini di caratterizzare gli articoli con le più recenti foto e campagne pubblicitarie del marchio.

"Avvicinandosi la stagione dello shopping natalizio, gli operatori di mercato sono ansiosi di massimizzare profitti e rendimento sugli investimenti. L'esclusiva metodologia sviluppata con Nielsen aiuterà i marchi fornendo loro nuove informazioni strategiche sulla domanda di prodotti e servizi", ha concluso Felman. "Integrando i dati resi anonimi e autorizzati del sondaggio di Nielsen con le informazioni sui siti truffaldini e sul traffico di rete, siamo in grado di fornire prospettive esclusive sui modelli di shopping dei consumatori nell'ambito di canali di e-commerce alternativi, aiutando i marchi a recuperare il traffico e i profitti rappresentati dai suddetti consumatori."

Metodologia e disponibilità

Lo studio, condotto tra il luglio del 2011 e il marzo del 2012, ha analizzato la relazione tra gli acquirenti online, i termini usati per la ricerca e i siti visitati dai consumatori di capi di abbigliamento e articoli di lusso. Utilizzando i dati resi anonimi raccolti e le ricerche per parole chiave, gli analisti di MarkMonitor hanno studiato il traffico ai siti visitati dai partecipanti al sondaggio, tra cui 1.000 siti che vendevano merce legale e 8.000 siti identificati da MarkMonitor come venditori di articoli contraffatti. Gli analisti hanno suddiviso i consumatori in base al fatto che abbiano o meno visitato siti venditori di merci contraffatte e utilizzato per la ricerca parole chiave come 'affare' o 'falso'. I partecipanti al sondaggio di Nielsen sono stati reclutati da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Il rapporto sullo shopping di MarkMonitor è disponibile immediatamente e può essere scaricato gratuitamente dal sito https://www.markmonitor.com/2012shoppingreport/.

INFORMAZIONI SU MARKMONITOR

MarkMonitor, leader mondiale nella tutela dei marchi, nonché parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologie avanzate e competenze in grado di tutelare l'utile e la reputazione dei marchi più prestigiosi a livello mondiale. Oggi, nell’era digitale, i marchi devono affrontare i nuovi rischi derivanti dall’anonimato del web, dalla sua portata globale e dai mutevoli modelli di consumo relativi a contenuti digitali, merci e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor in quanto capace di offrire una combinazione unica di esperienza leader nel settore, tecnologie avanzate e solidi rapporti settoriali a tutela degli investimenti di marketing e dei profitti corporativi, preservando la fiducia dei clienti. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.markmonitor.com.

INFORMAZIONI SU THOMSON REUTERS

Thomson Reuters è la fonte primaria, a livello internazionale, di informazioni strategiche per aziende e professionisti. Combinando una conoscenza approfondita del settore con tecnologie innovative, la società fornisce informazioni essenziali ai più importanti decision maker in ambito finanziario e della gestione del rischio, nei settori legale, fiscale e contabile, nel campo della proprietà intellettuale e della scienza, nonché nel mercato dei media, con il sostegno della più accreditata agenzia di stampa del mondo. Con sede a New York e uffici a Londra ed Eagan, Minnesota, Thomson Reuters conta circa 60.000 dipendenti e opera in più di 100 Paesi. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.thomsonreuters.com.

MarkMonitor® è un marchio registrato di MarkMonitor Inc., parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters. Tutti gli altri marchi commerciali inclusi nel presente comunicato sono di proprietà dei rispettivi titolari.

Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido.

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